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Posts Tagged ‘nikond7100’

Il 20 marzo dello scorso anno, preso dall’incalzante avanzare della primavera, avevo scritto questo post intitolato “La Scaletta Musicale sulla Via”.

Quest’anno invece ho proprio imbracciato la mia “scaletta” e ho fatto un bel viaggetto in solitaria. Avevo un po’ d’apprensione quando decisi, ma ora, dopo aver vissuto questa bella, seppur breve, esperienza sono motivato per continuare l’esplorazione negli anni a venire.

Sono in auto, sto viaggiando verso una meta ancora senza nome. La zingarata mi sta inoltrando in luoghi mai visti prima. Boschi di larici e prati illuminati da una fioca luce del tramonto mi stanno dando il benvenuto. Il sentiero per la mia automobile si inerpica su curve tortuose, tornanti e salite che a tratti sembrano muri invalicabili. A volte ad accoglierci c’è leggera nebbiolina, soprattutto quando la sera sta per trasformarsi in notte. Per fortuna spesso, dopo la salita c’è la discesa e dall’alto del passo, i primi raggi del sole dell’alba arrivano da est a scaldare la pelle vissuta del nostro viso

Questa prima gita l’ho trascorsa tra territorio svizzero ed italiano, per la precisione nell’alta Engadina con rientri in “patria” grazie al famosissimo Trenino Rosso del Bernina e pernottando in un albergo di Pontresina (Switzerland), lo Schweizerhof.

Da molto tempo desideravo avventurarmi sul treno rosso quindi perché non sfruttare una serie di giorni di ferie da smaltire?

Il “problema” è che dopo una gita così spettacolare e panoramica, potrei diventare “dipendente” a questo tipo di vacanze.

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Si perché proprio come scritto nella citazione riportata sopra, durante questi giorni ho proprio vissuto le emozioni che in quel post scrivevo solamente.

Nel raggiungere la Svizzera son passato da Tirano dove ho fatto tappa per pranzare. Purtroppo quando la superstrada (veloce panoramica e gratuita) che costeggia il Lago di Como termina, bisogna percorrere una strada statale per circa 70 chilometri. Sono stati più logoranti questi che tutto il restante viaggio.

Tirano è una città davvero molto inquinata, si respira tanto smog e c’è un traffico soffocante e roboante.

Se non fosse per la presenza della stazione del treno rosso, che fa pensare al viaggio su di esso, la definirei una gran brutta cittadina. Per fortuna, avendola già visitata lo sapevo già e per questo ho preferito andare in Svizzera.

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Tirano

DSC_4307.jpgQuindi nel pomeriggio di giovedì 5 maggio ho ripreso il viaggio. Direzione espatrio!

Sembrerò retorico ma come ho varcato il confine tutto è completamente cambiato.

Nessun concessionario lungo la strada svizzera (come invece ne avevo visti a decine la mattina, sostanzialmente 70 chilometri di zona industriale), segnali stradali diversi (ma non troppo), perfetta pulizia lungo i bordi stradali e nei fossi, scritte in almeno due/tre lingue (tedesco, italiano, francese), pochi negozi nei paesini che attraversavo e quei pochi con insegne in tedesco (le apotheke, farmacia).

Il non essere più in Italia è stata un’emozione strana che fino a quel momento non avevo mai provato. Eccitazione a mille collimava con la paura di commettere errori durante la guida o quella di non rispettare la rigorosità e precisione degli abitanti autoctoni.

Alcuni chilometri dopo la dogana e il suo stop (l’agente mi ha risparmiato una perquisizione toccata invece all’auto che mi precedeva) mi sono tranquillizzato ma l’eccitazione è cresciuta: la strada che spesso coincideva con i binari del trenino mi ha portato nella porzione larga della valle di Poschiavo, dove luccica il lago omonimo.

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Miralago

Il massimo del godimento è stato quando ho iniziato la salita verso il passo Bernina a 2330 metri s.l.m..

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Avevo già innestato la mia playlist musicale sulla “dance”, una selezione che mi ha accompagnato nella salita, a basso volume creava involontariamente la giusta atmosfera proprio come sognavo potesse essere. DSC_4347.jpg

La strada entrava quindi in boschi conifere, si sale velocemente. E in un batter d’occhio mi sono ritrovato in mezzo alla neve. La strada era pulitissima, ho colto dei giorni di fortunato sole e la neve era ancora quella invernale che pigramente si stava ritirando.

Penso che in qualunque stagione questo tratto di strada abbia un panorama mozzafiato. Personalmente mi son sentito come su un altro pianeta. Non avevo mai guidato in alta montagna su una strada asfaltata e pulita ma completamente circondato da neve e bianco ovunque. Sul lato della strada, non c’era un guardrail ma un muro di un metro di duro e spesso ghiaccio.DSC_4351.jpg

Il termometro della Clio scendeva rapidamente verso temperature alpine.

Dopo aver oltrepassato la deviazione, chiusa, per Livigno e dopo aver scalato ancora qualche tornante ecco d’improvviso il cartello del punto più alto della strada, il passo: Bernina.

Sono stati trentacinque chilometri fiabeschi e penso anche i “primi” di una lunga serie di chilometri che mi farò in futuro, nei prossimi anni, cercando di esplorare luoghi nuovi.

Vi saluto lasciando che parlino per me le foto scattate.

Riassumo velocemente come ho trascorso questi giorni:

  • 5 maggio, viaggio verso Pontresina con tappa pranzo a Tirano (segnalo i noiosi 70 chilometri percorsi in Valtellina). In tardo pomeriggio dopo il check-in e sistemazione in hotel, ho passeggiato per la semideserta Pontresina e mi sono spinto fino alla stazione del treno.

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  • 6 maggio, venerdì: viaggio sul trenino. (http://www.trenino-rosso-bernina.it/orari.html) Ore 9:04 Pontresina, arrivo in perfetto orario a Tirano alle 11:00. Pranzo in loco e poi nuovamente sul treno alle 13:40. Alle 15:24 sono sceso alla stazione Diavolezza (a dieci minuti dalla stazione più alta del trenino rosso) dove ho preso la funivia (skipass gratuito, altrimenti 38 CHF) per il rifugio a quasi 3000 metri di altezza.

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  • 7 maggio a passeggio nel bosco in Val Roseg (Pontresina) per poi salire sul treno, direzione Saint Moritz. Giornata trascorsa tra città e tutto il lungo lago in preda a fotografia compulsiva.

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  • 8 maggio rientro verso casa passando per Saint Moritz e il Passo Maloja (1815 m s.l.m.) e Chiavenna.

Questo è solo l’inizio, posterò poi qualcosa sulla Svizzera e sicuramente un breve articolo sul viaggio con il Trenino con escursione al Diavolezza (2978 metri).

A presto, ciao

Dave

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Che giornata !

Stamattina la sveglia non ha suonato. Per fortuna qualcosa mi ha destato alle 8:00. Dopo 10 minuti ero già lavato, vestito e armato di tutto il necessario, pronto ad aspettare mio padre alle 8.15 come da accordo della sera prima.

Ero giusto un po’ trafelato ma alla fine sono riuscito ad essere addirittura in anticipo.. per fortuna mi son lavato e profumato, sennò sarei stato un “disastro” :lol: già alle 9.00

c'è chi brace

c’è chi brace

uffa, niente caprioli

uffa, niente caprioli

Ore 9.00: eravamo da mio zio a 5 km da Acqui Terme un po’ in collina. Scaricate quelle 5 damigiane e svariati bottiglioni di vino da 2 L con rimasugli di cera lacca ancora pendenti, ci ha offerto riparo in casa, al caldo di una stufa a legna e ci rifornito di focaccia ancora calda e croccante.

Poi abbiamo ripreso il viaggio, direzione ovest, siam passati oltre Monastero Bormida e via verso Roccaverano. A 7 km da Roccaverano giriamo, e dopo quei circa venti tornanti siamo arrivati in località San Gerolamo dove abbiamo dato un saluto a mia nonnina scomparsa a novembre 2014.

la

la “Rocca”

San Gerolamo

San Gerolamo

Dopo il cimitero, ho scattato qualche foto alla vallata verso ovest, e sui cucuzzoli delle colline di fronte avevo appunto Roccaverano con la sua torre, e altri paesini con altre torri tutto intorno più o meno lontani.

Riscendiamo da quella collina, “peschiamo” un’altra stradina, e ci siamo messi sulla via per una cooperativa [tra i fondatori c’è mio cugino (figlio dello zio del vino di cui sopra)]. Arrivati la ho scattato foto alle capre e caprette (che non usano per macellazione, ma per la robiola).

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Ognuna con il proprio collare con sopra il nome. 200 capre, era un belare continuo.. :scomp: spettacolo! Avevano anche 3 asini e un mulo.. panorami bellissimi, tutti vigneti e stalle per robiola.

DSC_0822 (2)

DSC_0819 (2)Comunque, ore 11.30 eravamo di nuovo ad Acqui Terme centro, per altre commissioni, io ne approfitto per una piccola e veloce escursione alla fonte termale che c’è in centro città, dove ho fatto qualche foto per provare l’effetto tempo apertura focale su una fontana di acqua bollente (la bollente).

acqua a 80°C  primi passi nel tempo di esposizione con la Nikon d7100

acqua a 80°C
primi passi nel tempo di esposizione con la Nikon d7100

la Bollente

la Bollente

nessun fotoritocco. tempo di esposizione automatico.

nessun fotoritocco. tempo di esposizione automatico.

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Poi come degli orologi svizzeri, quasi per “magia”, alle ore 12.00 eravamo a casa!

Il viaggio mattutino:

122 km

122 km

Oggi pome mi son dedicato all’acquisto di qualche indumento per il battesimo di mio nipote.

Quanto odio lo shopping.. inizio ore 16.30: ho impiegato 1 ora per un paio di scarpe che andasse bene per il mio 44 di piede e ad un pantalone stretto in fondo (che odio.. ma non posso mettere sempre jeans, anche alle cerimonie..). E la camicia ? Ho girato 5/6 negozi per trovare un tessuto decente, un colore adeguato e una forma che mi andasse bene.

Alle 19.00 ho trovato quel che cercavo, per fortuna ho speso meno di quel che pensavo in più ho optato (con l’aiuto di una commessa) per una di quelle “sciarpe” estive, leggere e trasparenti (non so come si chiamano, forse pacsima?) da uomo invece di mettermi la classica cravatta. la camicia non è proprio la classica. E’una morbidissima e comodissima filo di scozia, aderente ma non troppo.

Ci son stati momenti in cui avrei voluto prendere a testate qualsiasi cosa mi trovassi di fronte..

Stasera fast and furios 7 con amici al cinema. ..non ne ho visto nemmeno uno dei precedenti, penso che non ci capirò una mazza. Al max farò una dormita: prezzo 3 €.

A presto, ciao

Dave

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